Attacco Ransomware all'Università La Sapienza di Roma: Implicazioni e Strategie di Difesa

Un attacco ransomware ha paralizzato i sistemi dell'Università La Sapienza di Roma, uno dei più grandi atenei europei.

Attacco Ransomware all'Università La Sapienza di Roma: Implicazioni e Strategie di Difesa
Università La Sapienza di Roma attaccata da ransomware

Nel febbraio 2026, l'Università La Sapienza di Roma, uno dei più grandi atenei europei con circa 120.000 studenti, ha subito un attacco informatico che ha paralizzato i suoi sistemi per diversi giorni. Questo incidente evidenzia le vulnerabilità delle istituzioni accademiche e l'importanza di strategie di difesa informatica efficaci.

Dettagli dell'Attacco

Secondo le informazioni disponibili, l'attacco è stato attribuito al gruppo di hacker sconosciuto "Femwar02", che ha utilizzato il malware BabLock, noto anche come Rorschach. Questo tipo di ransomware è stato identificato per la prima volta nel 2023 e si distingue per la sua capacità di crittografare rapidamente i dati. L'attacco ha causato l'interruzione dei servizi digitali dell'università, inclusi il sito web e il portale Infostud, per un periodo di tre giorni. Durante questo periodo, l'università ha adottato misure precauzionali, come la disconnessione dei sistemi e l'uso di backup non compromessi per il ripristino dei servizi. Nonostante l'interruzione dei servizi digitali, le attività didattiche, come gli esami, sono proseguite regolarmente, con gli studenti che hanno potuto iscriversi direttamente con i professori. Inoltre, sono stati allestiti punti informativi in diverse sedi del campus per fornire aggiornamenti e supporto agli studenti.

Implicazioni per il Settore Accademico

Questo attacco sottolinea una crescente tendenza di attacchi ransomware mirati alle istituzioni educative. Le università, con la loro vasta quantità di dati sensibili e infrastrutture complesse, rappresentano obiettivi attraenti per i cybercriminali. Secondo un'analisi di CYBEROO, l'attacco all'Università La Sapienza è stato una "operazione mirata, non ancora attribuibile", suggerendo una pianificazione e un'esecuzione sofisticate da parte degli aggressori. Inoltre, l'uso del malware BabLock indica una crescente sofisticazione nelle tecniche di attacco, rendendo essenziale per le istituzioni accademiche adottare misure di sicurezza avanzate e strategie di risposta agli incidenti ben definite.

Strategie di Difesa e Risposta

Per mitigare i rischi associati agli attacchi ransomware, le università dovrebbero implementare le seguenti misure:

  • Gestione degli Accessi Privilegiati: Limitare e monitorare gli accessi con privilegi elevati per ridurre la superficie di attacco.
  • Segmentazione della Rete: Suddividere la rete in segmenti per contenere eventuali compromissioni e limitare la diffusione del malware.
  • Piani di Risposta agli Incidenti: Sviluppare e testare regolarmente piani di risposta per garantire una reazione rapida ed efficace in caso di attacco.
  • Formazione e Sensibilizzazione: Educare il personale e gli studenti sui rischi informatici e sulle migliori pratiche per prevenire attacchi, come il phishing.
  • Backup Regolari: Eseguire backup frequenti dei dati critici e assicurarsi che siano isolati dalla rete principale per prevenire la crittografia da parte del ransomware.

Conclusione

L'attacco all'Università La Sapienza di Roma evidenzia la necessità di una vigilanza costante e di una preparazione adeguata nel settore accademico per affrontare le minacce informatiche in evoluzione. Adottando misure di sicurezza proattive e sviluppando una cultura della sicurezza informatica, le istituzioni educative possono migliorare la loro resilienza contro attacchi futuri e garantire la protezione dei dati sensibili di studenti e personale.