Sentenza storica contro l'Arabia Saudita per l'uso di Pegasus spyware

Il caso di Ghanem Al-Masarir evidenzia l'uso di spyware governativi contro attivisti e dissidenti.

Sentenza storica contro l'Arabia Saudita per l'uso di Pegasus spyware
Ghanem Al-Masarir durante una protesta a Londra

Il 26 gennaio 2026, l'Alta Corte di Londra ha emesso una sentenza storica, ordinando al governo saudita di risarcire con oltre 3 milioni di sterline Ghanem Al-Masarir, un satirista e attivista per i diritti umani residente a Londra. La corte ha trovato "prove convincenti" che il suo telefono fosse stato compromesso con il software spia Pegasus, venduto esclusivamente a governi, e ha ritenuto che l'attacco fosse stato "diretto o autorizzato" dal governo saudita o dai suoi agenti. Inoltre, la corte ha stabilito che il governo saudita fosse probabilmente responsabile per un'aggressione fisica subita da Al-Masarir a Londra nel 2018, periodo in cui il suo telefono era stato compromesso. Questo caso rappresenta una delle rare occasioni in cui un tribunale ha riconosciuto la responsabilità di uno stato per l'uso di spyware contro un dissidente all'estero.

Il Caso di Ghanem Al-Masarir

Ghanem Al-Masarir, noto anche come Ghanem al-Dosari, è un satirista e attivista per i diritti umani saudita che ha acquisito notorietà per le sue critiche al regime saudita attraverso il suo canale YouTube, che ha accumulato milioni di visualizzazioni. Nel 2018, ha scoperto che il suo telefono era stato infettato con il software spia Pegasus, sviluppato dalla società israeliana NSO Group e venduto esclusivamente a governi. Successivamente, nel 2018, è stato aggredito fisicamente a Londra, un atto che ha collegato alle autorità saudite. Nel 2019, Al-Masarir ha intentato causa contro il governo saudita, accusandolo di sorveglianza illegale e di essere responsabile per l'aggressione fisica subita. La corte ha respinto la difesa del governo saudita basata sull'immunità statale, permettendo al caso di procedere. Nel gennaio 2026, l'Alta Corte ha emesso la sentenza, riconoscendo la responsabilità del governo saudita e ordinando il risarcimento.

Implicazioni per la Cybersecurity e i Diritti Umani

Questo caso solleva importanti questioni riguardo all'uso di strumenti di sorveglianza avanzati da parte di stati contro attivisti e dissidenti. Il software Pegasus è stato utilizzato in numerosi casi documentati per violare la privacy di individui critici nei confronti di governi autoritari. La sentenza dell'Alta Corte di Londra stabilisce un precedente significativo, indicando che gli stati possono essere ritenuti responsabili per l'uso di spyware contro individui all'estero. Questo potrebbe influenzare future azioni legali e politiche riguardo all'uso di tecnologie di sorveglianza da parte di stati.

Reazioni e Prospettive Future

Al-Masarir ha accolto con favore la sentenza, affermando che essa "porta a termine un capitolo lungo e doloroso" e conferma che "difendere la verità, indipendentemente da quanto potente sia l'avversario, vale la pena di essere combattuto". Ha inoltre sottolineato che, sebbene nessuna somma di denaro possa annullare ciò che ha subito, spera che il governo saudita ora faccia la cosa giusta e adempia alla sentenza senza la necessità di ulteriori azioni di esecuzione. Non è chiaro se l'Arabia Saudita pagherà Al-Masarir o se intenda appellarsi alla decisione. Un portavoce per l'ambasciata saudita a Washington, D.C., non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento. Questo caso potrebbe avere implicazioni significative per la responsabilità degli stati nell'uso di tecnologie di sorveglianza e potrebbe influenzare la legislazione e le politiche internazionali riguardo alla privacy e ai diritti umani.

Takeaways

  • Responsabilità statale per l'uso di spyware: La sentenza dell'Alta Corte di Londra stabilisce un precedente per cui gli stati possono essere ritenuti responsabili per l'uso di software spia contro individui all'estero.
  • Implicazioni per la privacy e i diritti umani: Il caso evidenzia le preoccupazioni riguardo all'uso di tecnologie di sorveglianza avanzate da parte di governi autoritari contro attivisti e dissidenti.
  • Possibili cambiamenti nelle politiche internazionali: La decisione potrebbe influenzare future azioni legali e politiche riguardo all'uso di tecnologie di sorveglianza da parte di stati, promuovendo una maggiore responsabilità e trasparenza.
  • Impatto sulla comunità internazionale: La sentenza potrebbe incoraggiare altri individui e organizzazioni a intraprendere azioni legali contro l'uso illecito di tecnologie di sorveglianza da parte di stati.
  • Prospettive per la protezione dei diritti digitali: Il caso sottolinea l'importanza di sviluppare e applicare leggi internazionali che proteggano la privacy e i diritti digitali degli individui contro l'abuso di tecnologie di sorveglianza.